Giacomo Baraldo

San Casciano dei Bagni (SI), Toscana - Italia

La folgorazione per il vino Giacomo Baraldo, giovane vigneron di San Casciano Dei Bagni (Si), ce l’ha in occasione del pranzo in famiglia per i suoi 18 anni: l’esplosione di profumi e sapori ancora incodificabili di una magnum di Sassicaia 1997 ed un Barolo Sorì Ginestra 2000 diventano per Giacomo il punto di partenza della sua dedizione e della sua vocazione per il vino.

Terminato il Liceo si iscrive al corso di Viticoltura ed Enologia presso la facoltà di Agraria a Perugia e nel 2009 con il padre pianta le prime barbatelle di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon nel vigneto Bossolo, 0,5 ha di terreno posto al di sotto del centro storico, a 515m s.l.m da cui ha origine anche il nome del suo Sangiovese in purezza, “il Bossolo” appunto.

Conseguita la laurea Giacomo parte prima alla volta di Bordeaux, passando per la Patagonia, la Nuova Zelanda ma soprattutto per la Borgogna, dove da Domaine de Montille produce vini di cui si innamorerà a vita.

Nel 2016 Giacomo decide di tornare in patria e dedicarsi ai “suoi terroirs”, mettendo in pratica le tecniche apprese in giro per il mondo al fine di produrre vini che coniugassero TRADIZIONE ed INNOVAZIONE, nel rispetto delle peculiarità del vitigno e del territorio (ogni vigneto dà un unico vino) grazie all’uso ponderato ed oculato delle conoscenze apprese durante lo studio e le esperienze pratiche all’estero.

Negli anni tutto il vigneto del Bossolo verrà reinnestato a Sangiovese e nel frattempo altri progetti si aggiungono: nel 2018 Giacomo inzia la ristrutturazione di due vecchie vigne del ’70 nella frazione di Piazze (Vigna Pozzone e Vigna Caccialupi), mentre in primavera 2019 pianta due vigneti, uno a Chardonnay ed uno a Grechetto, a 600m s.l.m. sulle pendici Ovest del Monte Cetona (Vigne dell’Affacciatoio).

Tutti i terreni sono inerbiti da infestanti spontanee indispensabili per il mantenimento di struttura e fertilità dei suoli, sfalci ed interramenti sono fatti a seconda delle necessità, quasi tutte le lavorazioni sono svolte manualmente, i trattamenti con rame e zolfo sono stabiliti in base all’annata, alle condizioni meteorologiche e alla fase vegetativa. La raccolta è manuale e le rese sono di circa 1-1,3 kg di uva per pianta.

Oltre ai vini prodotti nella zona di San Casciano, Giacomo produce anche un Pinot Nero in Nuova Zelanda.

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