Rondelli

Camporosso (IM), Liguria - Italia

L’azienda di Roberto Rondelli nasce circa vent’anni fa quando Roberto, appena diciottenne, decide di inseguire i suoi sogni a qualunque costo: riscatta, riacquistandoli, i terreni nel Cru Migliarina, dove si trovavano i vigneti del nonno Pepi. Con l’aiuto del padre Danilo nel 2000 inizia ad impiantare prevalentemente Rossese di Dolceacqua, ma anche Vermentino e Pigato: comincia così la sua sperimentazione, fatta di studio, assaggi e lavoro senza sosta in vigna.

Inizialmente le uve vengono vendute, Roberto inizia poi a lavorarle in una cantina in affitto e nel 2009 vinifica in proprio per la prima volta. Il suo ideale è quello di ottenere un prodotto che rappresenti e comunichi il territorio d’origine senza l’utilizzo di sostanze che possano alterare o compromettere la vigna e l’ecosistema in cui essa è inserita. Niente concimi sistemici dunque, Roberto adotta i principi del biologico e mette in pratica alcuni concetti della biodinamica sia in vigna che in cantina: limitazione al massimo dell’uso di anidride solforosa e utilizzo di lieviti indigeni per la fermentazione alcolica. Sono del 2012 i primi rossi a fermentazione spontanea, del insedia a Brunetti, località nel comune di Camporosso (IM), in una piccola cantina con agriturismo in mezzo alle sue vigne, che si estendono per circa 3,5 ha.

Per la produzione dei vini bianchi vengono utilizzati acini interi, poiché Roberto ritiene necessarie tutte le componenti dell’uva, valutando poi di vendemmia in vendemmia la durata della macerazione. Nell’annata 2018 il Vermentino “Birbante”è stato affinato in acciaio e legno, mentre il Pigato “Vigna Ciotti” soltanto in acciaio.

Roberto ritiene opportuno che i suoi vini vengano “aspettati”, ovvero che escano solo quando sono pronti: il Rossese “Marne Blu” viene vinificato in acciaio e legno ed affina generalmente un anno in più del dovuto mentre il “Migliarina”, vino proveniente dall’omonimo Cru di proprietà interamente dell’azienda, affina per due anni in tonneaux e barriques usati ed altri due in bottiglia.

Due le nuove etichette prodotte nel 2019 e già in commercio: il Rosato “U’Mei” (in dialetto “il mio”) da uve Rossese e prodotto in quantità limitatissime, il Rossese “Arenaria”. Entrambi vengono vinificati in acciaio, così da dare vita a vini freschi e di pronta beva.

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